Io prego Weblog

Preghiera Intercessione Cristiana da un Nato di Nuovo

COMBATTERE IN PREGHIERA (La Preghiera secondo Wilkerson)

 

La Preghiera Che Scuote L’Inferno

 

 

 

Di David Wilkerson
18 Dicembre 2000
__________

 

Quando fu scritto il libro di Daniele, Israele si trovava in cattività a Babilonia. E nel capitolo 6, dopo una vita nel ministero, Daniele aveva ottant’anni. Il pio profeta e predicatore era sopravvissuto a due re babilonesi, Nebucadnetsar e suo figlio Belsatsar. Ora Daniele stava servendo il re Dario.

Nei suoi molteplici anni di ministero, Daniele era stato sempre un uomo di preghiera. Ed ora, in vecchiaia, non ci pensava nemmeno a rallentare il ritmo. La Scrittura non ci dice che Daniele si fosse seccato o scoraggiato. Non ci dice che si fosse fatto un nido o una villetta dove trascorrere i suoi ultimi anni senza ulteriori responsabilità. Al contrario, Daniele era solo agli inizi. Le Scritture ci mostrano che nonostante avesse ottant’anni, le sue preghiere scuotevano l’inferno e facevano arrabbiare il diavolo.

Stavolta, il re Dario aveva promosso Daniele al più alto ufficio del paese. Daniele serviva ora come uno dei tre presidenti al suo pari, governando sui principi e i governatori di 120 province. La Bibbia ci dice persino che Dario favorì Daniele rispetto agli altri due presidenti. Gli diede la responsabilità della politica di formazione del governo e gli diede il compito di insegnare a tutti gli appuntati e a tutti gli intellettuali: “Daniele eccelleva sugli altri prefetti e satrapi.. e il re pensava di stabilirlo sopra tutto il regno” (Daniele 6:3).

Ovviamente, Daniele era un profeta molto occupato. Nessuno avrebbe potuto espletare questo ruolo così importante senza essere molto indaffarato. Posso solo immaginare le pressioni del suo ministero, vista la sua agenda fitta di impegni e di riunioni.

Ma nessuno poteva staccare Daniele dal suo tempo di preghiera. La preghiera rimaneva la sua occupazione centrale, che precedeva ogni altra necessità. Per dirla in breve, Daniele non era mai troppo impegnato per pregare. Tre volte al giorno, metteva da parte ogni obbligo, peso e necessità di capo, per trascorrere del tempo col Signore.

Daniele non doveva consultare altri leader “di successo” per sapere come adempiere la sua chiamata. Non doveva frequentare seminari per sapere come ministrare alle moltitudini che erano sotto la sua responsabilità. Semplicemente, accantonava tutte le sue attività e pregava. E Dio gli rispondeva. Daniele ricevette ogni tipo di sapienza, direttiva, messaggi e profezie soltanto in ginocchio.

Credo che Daniele sia un esempio per noi, che ci ricorda quant’è importante un ministero di preghiera durante i periodi di crisi. Lo vediamo nei suoi primi anni, quando regnava Nebucadnetsar. Ad un certo punto, il re ebbe un sogno sconvolgente che lo lasciò attonito, confuso e stregato. Implorò i suoi veggenti di spiegarglielo, ma nessuno ci riuscì.

Per questo Nebucadnetsar si arrabbiò. Disse alla sua corte: “Tutti voi non mi date che parole stolte e vuote. Cercate solo di perdere tempo. Ma voglio la verità. Voglio la risposta ai miei desideri più profondi”. Infine, decretò che tutti i veggenti fossero uccisi – astrologi, ricercatori, magi e persino “i sapienti”, fra cui vi era il giovane Daniele e i suoi tre compagni.

Quando Daniele apprese di questo decreto, chiamò i suoi amici. State pur certi che questa riunione non fu per “intercomunicare” né per esplorare le varie opzioni, o per escogitare un piano di sopravvivenza. No, Daniele e gli altri tre giovani ebrei sapevano che dovevano ascoltare direttamente la voce del Signore. Perciò si inginocchiarono e gridarono a lui per ottenere misericordia e rivelazione.

Che preghiera incredibile offerse Daniele: “Sia benedetto il nome di Dio per sempre, eternamente, perché a lui appartengono la sapienza e la forza. Egli muta i tempi e le stagioni, depone i re e li innalza, dà la sapienza ai savi e la conoscenza a quelli che hanno intendimento. Egli rivela le cose profonde e segrete, conosce ciò che è nelle tenebre e la luce dimora con lui” (Daniele 2:20-22).

A quel tempo, la chiesa dell’Antico Testamento era al livello più basso. Il popolo di Dio aveva perso il canto, non c’era più lode e si stavano allontanando spiritualmente. L’incredibile prosperità di Babilonia aveva stretto il cuore di molti. E sicuramente Satana gioiva della condizione di Israele. Inoltre, per rendere le cose peggiori, aveva motivato Nebucadnetsar ad istituire un decreto di morte nei confronti di Daniele.

Ora tutti gli Israeliti avevano puntato lo sguardo su Daniele. Il loro futuro dipendeva dal suo contatto con il Signore. Si chiedevano: “Dio parla ancora a qualcuno? C’è qualcuno in grado di leggere i tempi e di capire cosa sta succedendo? Chi può discernere i segreti del Signore?”

Daniele sapeva esattamente quello che stava accadendo. E avrebbe potuto reagire in tanti modi. Avrebbe potuto organizzare una mega marcia sulla capitale, chiedendo giustizia per gli ebrei. Ma, vedete, il mondo e l’inferno non si impressionano vedendo folle, numeri e dimostrazioni. Né fanno loro alcun effetto le mega chiese, con enormi edifici e un gran numero di fedeli. I giovani ministri, quelli belli ed educati che usano bei modi per raggiungere i risultati, quelli che chiedono: “Quale argomento dobbiamo evitare nei nostri sermoni? Come possiamo farvi piacere, affinché veniate nella nostra chiesa?” – queste persone non fanno alcun effetto sul diavolo.

No – l’unico modo attraverso il quale questo mondo può subire un impatto è tramite una parola che espone il peccato e rivela ciò che è nascosto nel cuore. Il mondo ha bisogno di sentire la vera e pura verità dello Spirito Santo, quella che penetra e risponde al grido del cuore dubbioso.

Credo che il re Nebucadnetsar sia l’immagine dell’umanità moderna, che grida: “Ho potere ed influenza. Ho tutti i possedimenti materiali che posso volere. Ma non ho pace. Mi faccio delle domande, a cui ho bisogno di rispondere. Tutti voi che pretendete di parlare per conto di Dio – intellettuali, settari, persino gente con la tonaca – se non potete rispondere al grido del mio cuore, allora non avete motivo di esistere. Non avete scopo. Siete inutili in questa società”.

Ultimamente mi trovavo a Dallas, quando visitai una congregazione che si spacciava per “chiesa comunitaria”. Il servizio era casuale, anzi irriverente. La gente beveva bibite e masticava ciambelle, mentre i bambini correvano di qua e di là.

Il servizio iniziò con una storiella comica su come comprare un’automobile. Poi il gruppo della lode cantò un paio di canzoni “dubbie” – canzoni d’amore che si potrebbero cantare anche agli innamorati. Alla fine, il pastore – un dottore – salì sul pulpito con un foglietto di carta contenente tutto il messaggio. Parlò per dieci minuti su come godere del lavoro.

Questo ministero era iniziato con un’inchiesta fatta nel vicinato, nella quale si chiedeva alla gente che cosa avrebbe voluto in una chiesa. Come risultato, i servizi avevano lo scopo di non confrontarsi con altri. Eppure, guardando la congregazione, vidi uomini e donne che ovviamente avevano problemi che necessitavano risposte. Gli adolescenti avevano un’aria annoiata. Il mio cuore si commosse per queste persone. Tutti avevano bisogno di una parola dal cielo, ma tutto quello che ricevevano era paglia. Perché? Gli uomini sul pulpito puzzavano, perché avevano perso il contatto con Dio.


Quando questa nazione vedrà scritto
sul muro il suo giudizio, cercherà
dei leader di preghiera


Quando il dito del giudizio di Dio sarà ben visibile in America, la gente non si rivolgerà più ai predicatori di prosperità che proclamano: “Va tutto bene, va tutto bene”. Reagiranno piuttosto come gli israeliti – cercheranno una compagnia come quella di Daniele, un popolo santo che sa leggere i tempi.In Daniele 5, Belsatsar – figlio di Nebucadnetsar – era seduto sul trono. Questo re pagano aveva indetto una mega festa per un migliaio dei suoi uomini influenti. Mentre insieme bevevano a più non posso, il re ordinò ai servi di portare i vasellami d’oro e d’argento che erano stati sottratti al tempio ebreo di Gerusalemme. Ben presto quei prefetti, insieme alle mogli e alle concubine, bevvero da quegli oggetti consacrati.Fu allora che, improvvisamente e in un momento soprannaturale, le dita di una mano umana apparvero nella festa ed iniziarono a scrivere un messaggio sul muro. Era un avvertimento in cui si annunciava l’approssimarsi del giudizio. La Scrittura dice: “Allora il volto del re mutò ed i suoi pensieri lo turbarono, le giuntura dei suoi lombi si allentarono e le sue ginocchia iniziarono a tremare. Il re ordinò a gran voce di far entrare gli astrologi e i magi”.”E il re disse ai saggi di Babilonia: Chiunque leggerà questo scritto e me ne darà l’interpretazione sarà vestito di porpora, porterà una collana d’oro al collo e sarà terzo nel governo del regno. Allora entrarono tutti i saggi del re; ma non furono capaci di leggere lo scritto né di darne l’interpretazione al re. Allora il re Belsatsar fu preso da grande spavento, cambiò colore e i suoi grandi furono costernati” (Daniele 5:7-9).

Che scena terrificante! Eppure vi dico che un giorno, molto presto, la prosperosa America subirà lo stesso shock. Lo scritto è già apparso sul muro, e senza dubbio il giudizio è alle porte. Come Belsatsar, i leader della nostra nazione saranno sconvolti, il loro aspetto muterà e le loro ginocchia tremeranno.

Ma nonostante tutto questo, i ministri in America continuano a predicare una pace fasulla. In tutta la nazione, pastori compromessi affermano che Dio non sconvolgerà mai l’America perché abbiamo mandato troppi missionari nel mondo. Ma questi pastori non menzionano che il giudizio verrà sicuramente perché con l’aborto abbiamo ucciso 40 milioni di bambini. Quando la scritta apparirà sulle mura, tali predicatori ammutoliranno. Sono già stati estromessi – perché Dio rivela la sua saggezza solo a persone di preghiera.

Dico a tutti i pastori: Dio ti aiuti, se non sei una persona di preghiera. In questi tempi di malvagità e piacere, dovresti chiuderti da solo con il Signore. Cosa farai quando la scritta di Dio apparirà e il tuo popolo ti chiederà di leggere i tempi? Quante storielle si potranno raccontare dal pulpito, allora? Come risponderai loro, quando interromperanno i tuoi sermoni e grideranno: “Per favore, pastore, dicci cosa sta accadendo. Questo è il giudizio? Cosa avverrà? Perché non ci hai avvertito di quello che sarebbe successo? Ci dicevi che andava tutto bene – ma abbiamo perso tutto”.

Sono continuamente scioccato da quello che la gente desidera per convincersi a frequentare la chiesa. Può sembrare che attualmente i servizi “contemporanei” funzionino, almeno in questi tempi di prosperità. Ma vedrete quello che accadrà quando apparirà il dito di Dio, e i conti in banca fluttueranno, i ragazzi si voteranno alla droga e le famiglie subiranno un collasso definitivo. Le pecore allora non vorranno più sentire delle prediche moderate. Vorranno la verità, pura e non adulterata.

La corte di Belsatsar tremò per questo improvviso mutamento di eventi. Nessuno sapeva cosa stesse accadendo. Improvvisamente, tutti smisero di bere. E, visto che il re tremava, qualcuno disse: “C’è un uomo, nel tuo regno, in cui è lo spirito degli dèi santi. Già al tempo di tuo padre si trovava in lui una luce, un’intelligenza e una saggezza pari alla saggezza degli dèi… in lui fu trovato uno spirito straordinario, conoscenza, intelligenza e la facoltà di interpretare i sogni, di spiegare enigmi e di risolvere questioni difficili. Si chiami dunque Daniele ed egli darà l’interpretazione” (Daniele 5:11-12).

Così Belsatsar fece chiamare Daniele, e gli disse: “Tutti questi savi non mi hanno saputo dire niente. Non possono interpretare la scritta sul muro. Ma ho sentito dire che sai discernere i tempi. Per favore, dimmi la verità e dissolvi i miei dubbi” (vedi 5:16).

Quando Daniele parlò, non addolcì la verità. Aveva passato molto tempo in ginocchio e sapeva esattamente ciò che questa gente aveva bisogno di udire. Perciò disse le cose come stavano: “Tu, Belsatsar, non ti sei umiliato.. ma ti sei innalzato con il Signore del cielo.. Dio ha contato i giorni del tuo regno, e vi ha posto fine.. sei stato pesato sulla bilancia e sei stato trovato mancante” (5:22,23,26-27).

Questo era il tipo di verità che Belsatsar ed i suoi signori avevano bisogno d’udire. Era la verità che poteva risolvere i loro dubbi, perché esponeva le cose proprio come stavano. Infatti, Belsatsar fu così grato che nominò Daniele a capo del suo governo.

Perciò, per favore, non ditemi che gli inconvertiti non vogliono una predicazione diretta e convincente. Non è così!


Ogni persona che prega si trova ad affrontare dei pericoli


Qualsiasi persona che prega diventa il bersaglio dell’inferno. E Satana farà il possibile per annientare le preghiere di quel tale. Daniele aveva già provato l’efficacia delle sue preghiere sotto il regno di Nebucadnetsar e di Belsatsar. Ora, sotto il dominio di Dario, Satana diede inizio ad una grande cospirazione per mettere a tacere le preghiere di Daniele. La preghiera di questo profeta aveva così scosso l’inferno, che il diavolo dovette organizzarsi al punto di mettergli contro tutto il governo di Babilonia.Ricordate, Daniele era stato scelto al di sopra di tutti gli altri prefetti del paese. Questi politici vedevano in Daniele una sapienza, un rispetto ed un favore che li rendeva gelosi. Perciò cospirarono contro di lui: “Allora i capi e i satrapi cercarono di trovare un’occasione per accusare Daniele circa l’amministrazione del regno, ma non potevano trovare alcuna occasione né alcun motivo di riprensione, perché egli era fedele e non c’era in lui alcuna mancanza da potergli rimproverare” (Daniele 6:4).
Daniele era impeccabile, perciò i prefetti di Babilonia non riuscirono a trovargli nessun difetto. Alla fine conclusero che l’unico modo per sbarazzarsi del profeta era proprio mediante il suo cammino con Dio. Si dissero: “Noi non avremo nessun pretesto per accusare questo Daniele, se non lo troviamo in quello che concerne la legge del suo Dio” (6:5). Piaccia a Dio che si dica questo anche di noi!

Questi capi sapevano che Daniele pregava rivolto verso Gerusalemme tre volte al giorno. Ed attribuirono il suo favore alle sue preghiere. Perciò studiarono un piano per impedirgli di pregare. Come? Credo che abbiano cercato di occupare il tempo di Daniele con mille affari. I suoi collaboratori avranno cercato di coinvolgerlo in affari molto importanti, per non lasciargli il tempo di pregare.

Miei cari, questa è una delle prime astuzie che Satana usa contro tutti i credenti. Ed è la sua specialità nelle cospirazioni contro i ministri. Se chiedete ad un pastore come mai non prega, probabilmente vi dirà che non ha tempo. Le esigenze del suo ministero consumano tutto il suo tempo, perciò deve usare tutti i suoi momenti liberi per preparare i suoi sermoni.

La maggior parte di cristiani cade nella stessa tentazione. Dicono: “Ho troppo poco tempo per pregare. Il mio lavoro mi consuma ogni istante”. Persino le casalinghe affermano: “Non ho neanche un momento per pregare. Se vesto i bambini, pulisco la casa e preparo il pranzo, non mi rimane più un momento libero”.

Il filosofo Soren Kierkegaard definiva gli impegni dei cristiani come un narcotico. Osservò che alla fine essi avevano una mente divisa. Più la gente si impegnava, più il loro amore per la verità veniva obliato. Poi, con gli stimoli delle attività che assorbono sempre più tempo, diventa impossibile capire il pericolo in cui ci si viene a trovare. Hanno lo specchio della parola di Dio, ma non riescono a porvisi abbastanza di fronte per vedere cosa riflette.

Credo che una persona impegnata che prega a stento, sia in una condizione peggiore di un malato terminale. Perché? Perché man mano si abitua alla sua condizione. E alla fine, prega sempre di meno ed è sempre meno in contatto con Dio. Con il passar del tempo, le sue convinzioni svaniscono completamente.

Daniele sapeva di non poter sopravvivere neanche un giorno senza pregare. Perciò continuò a pregare, anche quando i suoi colleghi gli addossarono più lavoro. Conoscete la storia – alla fine fu emanato un decreto nel quale si invitava la popolazione ad astenersi trenta giorni dalla preghiera. Questa legge fu fatta a posta per Daniele. Eppure, anche allora, Daniele non smise di innalzare le sue preghiere che scuotevano l’inferno – e finì nella fossa dei leoni.

Potreste chiedervi: cosa motivava Daniele a pregare così intensamente? Cosa lo spingeva a pregare, nonostante gli pendesse sul capo una condanna a morte? Perché questo ottantenne continuò a versare il suo cuore davanti al Signore con fervore, quando il resto della chiesa non cercava più Dio?

Considerate lo sforzo immenso che Daniele doveva fare per dedicarsi alla preghiera. Dopo tutto, viveva nella New York di quei tempi – la Babilonia grande, maestosa e benestante. E viveva in un periodo di apatia spirituale – di ubriachezze, di gozzoviglie e di lussuria nel popolo di Dio. Inoltre, era un capo impegnato da tante distrazioni su ogni fronte.

Vi dico, la preghiera non è un compito facile per nessuno, come non lo fu per Daniele. Disciplinare del tempo in preghiera all’inizio è facile, ma difficile da continuare. Sia la carne che il diavolo cospirano contro questo tempo. Perciò, come facciamo a diventare delle persone di preghiera?


In tempi di declino spirituale e di giudizio,
Dio cerca un certo tipo di persone che pregano


In Geremia 5, Dio implorava: “Andate per le vie di Gerusalemme; guardate, informatevi; cercate per le sue piazze se vi trovate un uomo, se ve n’è uno solo che pratichi la giustizia, che cerchi la fedeltà; e io le perdonerò” (Geremia 5:1). In effetti, il Signore stava dicendo: “Sarò misericordioso, se riuscirò a trovare anche una sola persona che mi cerca”.Dio aveva benedetto grandemente ed aveva protetto il suo popolo. Eppure essi avevano continuato ad oltrepassare ogni limite di moralità, commettendo adulteri e frequentando prostitute. Inoltre, non si preoccupavano più dei loro peccati, e rifiutavano la correzione. Perciò Dio cercò anche un solo uomo dal cuore rotto, che potesse pregare ed intercedere – ma non riuscì a trovarlo.
Ezechiele 23 descrive una tragedia simile. I profeti di Israele ed i suoi sacerdoti erano diventati dei lupi rapaci. Si erano arricchiti a scapito di anime innocenti, ed avevano rubato a poveri e vedove. Avevano profanato la santità di Dio, non considerando alcuna differenza fra il sacro ed il profano. Avevano chiuso gli occhi al peccato, insegnando bugie e affermando falsamente: “Così dice il Signore”.

E Dio cercò invano anche un solo uomo che sorgesse contro tutto questo: “Io ho cercato fra loro qualcuno che riparasse il muro e stesse sulla breccia davanti a me in favore del paese, perché io non lo distruggessi; ma non l’ho trovato” (Ezechiele 22:30).

Ora, durante la cattività babilonese, Dio trovò un uomo simile in Daniele. Ed oggi, più che mai nella storia, il Signore sta cercando lo stesso tipo di uomini e donne rette. Egli cerca servi fedeli che sono disposti a “stare sulla breccia”, opere che si possono compiere soltanto in preghiera.

Come Daniele, tale persona avrà la parola di Dio in mano. Quando lo Spirito Santo venne a Daniele, il profeta stava leggendo il libro di Geremia. Fu allora che lo Spirito gli rivelò che era giunto il tempo di liberazione per Israele. E ricevuta la rivelazione, Daniele fu costretto a pregare: “Volsi perciò la mia faccia verso Dio, il Signore, per dispormi alla preghiera e alle suppliche, con digiuno, con sacco e cenere. Feci la mia preghiera e la mia confessione al SIGNORE, al mio Dio” (Daniele 9:3-4).

Lo Spirito di Dio sta investigando la nazione, le chiese e gli studi dei pastori, cercando coloro che studiano diligentemente la sua parola. Queste persone non stanno cercando conoscenza. Stanno cercando potenza spirituale, mortificazione del peccato, e la verità che rende liberi. Queste persone vedono chiaramente quello che sta accadendo nel paese, perché lo riconoscono dalla parola di Dio. Quando Dio trova tali persone, li benedice con uno spirito di preghiera.


Un servo di preghiera vede la condizione della
chiesa – e si identifica con i suoi peccati


Daniele avrebbe dovuto rallegrarsi sapendo che era giunto il momento in cui Dio avrebbe ravvivato il suo popolo. Invece, osservando la condizione spirituale di Israele, questo profeta ne fu costernato. Il popolo si era sazio dei peccati di Babilonia – aveva cercato il piacere e la prosperità, e si era allontanato dagli standard morali che in passato aveva osservato.Daniele sapeva che il popolo di Dio non era pronto per ricevere la sua restaurazione. Eppure, il profeta accusò forse i suoi antenati dei peccati che avevano commesso? No – Daniele si identificò con il decadimento morale che lo circondava. Egli dichiarò: “Noi abbiamo peccato… a noi la confusione di faccia.. perché abbiamo peccato contro di te… abbiamo commesso iniquità, abbiamo agito iniquamente” (Daniele 9:5,8).Credo che lo stesso valga per la chiesa di Gesù Cristo oggi. Non siamo in condizioni di rispondere al desiderio di Dio di compiere una grande opera di risveglio in noi. Come Israele, ci siamo lasciati inquinare dai peccati della nostra società malvagia. Considerate un paio di cose.

Una legge in California ha reso obbligatorio nelle scuole elementari l’insegnamento dell’omosessualità come stile di vita alternativo. Le orge alcoliche si sono diffuse dalle università alle scuole superiori, e persino nelle scuole medie. Internet è diventato l’autostrada della pornografia. Quasi trent’anni fa, predissi nel mio libro “La visione” che una scatola elettronica avrebbe portato nelle nostre case ogni sorta di pornografia (mi riferisco alla TV via cavo). Oggi, il 90 percento delle attività su Internet coinvolgono soltanto la pornografia.

Per dirla in breve, viviamo in una Babilonia moderna. E tragicamente, i cristiani hanno adottato le maniere peccaminose di questa società. Il nostro ministero riceve regolarmente delle lettere da mogli cristiane che scrivono: “Sentivo che mio marito si stava pian piano allontanando da me, e non riuscivo a capire come mai. Poi un giorno entrai nel suo studio, e vidi che stava guardando dei siti porno su Internet”.

I giovani sono una preda facile nelle grinfie di Satana. Moltitudini di ragazzi cristiani scaricano musica satanica dal sito Napster. Conosco una madre cristiana che ha voluto prendere delle lezioni di computer per imparare a spiare quello che scaricava il figlio adolescente. Quando ha aperto i file del computer, è rimasta scioccata: canzoni dell’omicida Charles Manson, canzoni che parlavano di uccidere i poliziotti, canzoni sulla morte, sul suicidio e su ogni genere di sesso promiscuo.

Oggi Dio desidera ardentemente benedire il suo popolo – ma se le nostre menti sono inquinate dallo spirito di questo mondo, non possiamo ricevere le sue benedizioni. Daniele fece questa incredibile affermazione: “Questo disastro ci è piombato addosso; tuttavia, non abbiamo implorato il favore del SIGNORE, del nostro Dio. Non ci siamo ritirati dalla nostra iniquità e non siamo stati attenti alla sua verità. Il SIGNORE ha vigilato su questa calamità e ce l’ha fatta venire addosso; perché il SIGNORE, il nostro Dio, è giusto in tutto quello che ha fatto, ma noi non abbiamo ubbidito alla sua voce” (Daniele 9:13-14).

Daniele stava dicendo: “Abbiamo visto tutto il degrado morale nel nostro paese. Ed abbiamo visto i nostri pastori curare soltanto i propri interessi. Tutta la nostra società va verso la distruzione. Non ci siamo votati alla preghiera. Se solo avessimo pregato, Dio ci avrebbe allontanati dai nostri peccati. Ma lui ha aspettato che noi ci muovessimo, rinnovandoci le promesse di restaurazione nei nostri confronti. Ma non gli abbiamo dato ascolto. Anzi, ci siamo lentamente allontanati da lui, divenendo sazi con i peccati di questa società malvagia. Per questo ci è venuto addosso il giudizio”.

Potreste forse chiedervi – qual è la preghiera che scuote l’inferno? È quella che scaturisce da un servo fedele, diligente, che vede che la sua nazione e la sua chiesa stanno sprofondando nel peccato. Questa persona cade in ginocchio, gridando: “Signore, non voglio partecipare a quello che sta accadendo. Fammi essere un esempio della tua potenza preservatrice in quest’epoca corrotta. Non mi importa se tutti gli altri non pregano. Io continuerò a pregare”.

Daniele conclude dicendo: “Mentre stavo ancora parlando in preghiera, quell’uomo, Gabriele, che avevo visto prima nella visione, mandato con rapido volo, si avvicinò a me all’ora dell’offerta della sera. Egli mi rivolse la parola e disse: “Daniele, io sono venuto perché tu possa comprendere. Quando hai cominciato a pregare, c’è stata una risposta e io sono venuto a comunicartela, perché tu sei molto amato. Fa’ dunque attenzione al messaggio e comprendi la visione” (Daniele 9:21-23).

Dove sono le persone che pregano oggi nella casa di Dio? Dove sono i pastori fedeli che cercano il Signore notte e giorno? Questi sono quelli che riceveranno sapienza ed intendimento, perché saranno grandemente amati.

Come Daniele, questi servi si identificano e confessano i peccati della nazione e della chiesa. E gridano con umiltà: “O Signore, mostrami dove mi sono allontanato, dove ho mancato. E poi aiutami ad affrontare questa situazione. Qualsiasi cosa dovrò affrontare, Dio, fa che rimanga in ginocchio. Desidero vederti ristorare la tua chiesa”.

Aiutanti nella preghiera

di David Wilkerson
4 Ottobre 1999                    

http://www.tscpulpitseries.org/italian/ts991004.html

La preghiera di lode ci da forza nelle tentazioni. Nella “Croce e il pugnale” di David Wilkerson i giovani ex drogati dicevano: “Le tentazioni ci sono ancora, ma ora corriamo sempre nella cappella a pregare.

David Wilkerson – La preghiera (Giugliano 16/05/2002).

http://www.chiesagiugliano.org/videos/video02.wmv.

 

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Permesso per l’uso concesso da World Challenge, P.O. Box 260, Lindale, TX 75771, USA.

 


 

Tradotto in Italiano da Susanna Giovannini – Formattato HTML da Renato Giliberti

 

 

 

 

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maggio 14, 2008 - Posted by | Contributi Esterni sulla Preghiera, PREGHIERA | ,

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