Io prego Weblog

Preghiera Intercessione Cristiana da un Nato di Nuovo

Giornata di Preghiera per la Chiesa Perseguitata 2008

Giornata di Preghiera per la Chiesa Perseguitata 2008  
La giornata internazionale di preghiera è un'iniziativa dell'Alleanza
Evangelica Mondiale, giunta ormai al tredicesimo appuntamento. Questa
iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare i credenti sulla realtà della
chiesa perseguitata nel mondo. A tale iniziativa, Porte Aperte
aderisce, per la comunione di intenti e nella certezza dell'efficacia
e dell'importanza della preghiera.

http://www.porteaperteitalia.org/index.php?id=10,219,0,0,1,0
http://www.porteaperteitalia.org/download/ddpplcp_2007.pdf

Pacchetto informativo 
Domenica di preghiera 
per la Chiesa perseguitata 

Semse Aydin con i suoi figli Elisha ed Esther durante i funerali di suo marito Necati Aydin (Turchia) 

9 novembre 2008 

GRAZIE DI VOLER ESSERE LA LORO VOCE 

Innanzi tutto voglio ringraziarvi per il vostro impegno verso i fratelli e le sorelle perseguitati. Oltre cento 
milioni di cristiani in tutto il mondo vengono perseguitati a causa della loro fede in Gesù Cristo. Hanno 
bisogno che intercediamo per loro, che portiamo loro Bibbie e che li visitiamo per incoraggiarli. Ecco 

quello che possiamo fare noi. D’altro canto loro possono significare molto per noi. 

Gran parte del Nuovo Testamento è stata scritta da cristiani perseguitati per incoraggiare altri cristiani 
perseguitati. Le condizioni dei cristiani perseguitati odierni hanno molto in comune con quelle dei primi 
cristiani che conosciamo leggendo gli Atti degli Apostoli. Con questa considerazione possiamo com-
prenderli meglio, mentre essi da parte loro possono aiutarci a interpretare meglio la Bibbia. 
La loro esperienza cristiana va al di là dei soliti slogan, quali: “Pregate di più”, “Impegnatevi nella lotta 
spirituale” e “Parlate secondo la Parola”. La loro testimonianza può incoraggiare nuovamente la nostra 
fede. Una volta un collega chiese a un pastore nello Sri Lanka: “Perché Dio permette che tante persone 
siano perseguitate?” Il pastore sorrise, lo prese per il braccio e rispose: “Forse per far comprendere a 
persone come noi ciò che una vera fede implichi davvero”. 

Soggetti di ringraziamento

• Ringraziate 
per il rilascio delle tre sorelle indonesiane Rebekka, Eti e Ratna. Sono state scarcerate a 
giugno dell’anno scorso. 
• Ringraziate 
per la liberazione del pastore azero Zaur Balaev che a primavera ha beneficiato di una 
amnistia. 

Soggetti di preghiera

• Pregate 
per le vedove e per i figli dei cristiani che il 18 aprile 2007 sono stati trucidati a Malatya (Turchia). 
Pregate anche per Pauline Ayyad e i suoi tre figli di Gaza. Anche il suo marito è stato ucciso. 
• Pregate per i cristiani cinesi che in occasione dei giochi olimpici sono stati sorvegliati più strettamente. 
• Pregate 
per i numerosi profughi dal sud dell’Iraq. Spesso non hanno più niente e non sanno come 
andare avanti. 
Colletta 

Una vostra colletta per il nostro lavoro per i cristiani perseguitati sarà molto gradita. Più avanti troverete 
una descrizione del nostro progetto Formazione per monitori di scuole domenicali, per cui quest’anno 
vogliamo chiedere il vostro aiuto. Potete versare la somma della colletta sul nostro CCP 11439379 intestato 
a Porte Aperte, Casella Postale 45 – 37063 Isola della Scala VR, menzionando come causale: 

“Progetto formazione monitori”. 

Extra 

Per coinvolgere più credenti nell’opera di Porte Aperte, abbiamo accluso un foglio per richiedere un 

abbonamento al nostro giornale. Vi chiediamo di invitare i membri della vostra comunità a compilarlo 

per poter ricevere gratuitamente la nostra rivista. 

La news della settimana 

“La news della settimana” è una notizia che inviamo settimanalmente in tempo reale alla nostra mailing 
list. Se vuoi ricevere anche tu le ultime notizie in tempo reale invia la tua richiesta all’indirizzo elettronico 
info@porteaperteitalia.org. 

Valutazione 

Con questo pacchetto informativo cerchiamo di aggiornarvi il più possibile. Se secondo voi manca 
qualcosa o se avete suggerimenti per aiutarci a migliorarlo, vi chiediamo di farcelo sapere spedendo una 

e–mail a info@porteaperteitalia.org. Così saremo in grado di migliorare il nostro servizio. 

Potete anche invitare uno dei nostri collaboratori alla vostra riunione. Potrà aggiornarvi sugli sviluppi del 

nostro lavoro, mostrarvi un audiovisivo, esporvi una meditazione e rispondere alle vostre domande. 
Anche da parte dei cristiani perseguitati vi auguriamo una riunione molto benedetta! 

Un saluto cristiano, 
Lino Cavone 

Se volete ricevere OGNI ANNO questa cartella informativa, spedite una e–mail all’indirizzo elettronico 
info@porteaperteitalia.org. 

PERSEVERARE NELLA FEDE | Ronald Boyd–MacMillan 

Molte persone in Occidente associano la persecuzione dei cristiani a eventi quali inseguimenti, detenzioni 
in circostanze atroci e martirio. Certamente, queste situazioni si verificano, ma la persecuzione della 

maggior parte dei cristiani è spesso più ampia e più sottile, e di conseguenza spesso più pesante. 
Nel suo libro (purtroppo non ancora tradotto in italiano) “Faith that endures” il ricercatore e scrittore Ronald 
Boyd–MacMillan dipinge una immagine chiarificatrice e allo tempo rivelatrice della persecuzione 

dei cristiani in tutto il mondo. Ci porta, fra l’altro, a Baghdad dove i musulmani iracheni hanno ucciso 
tante persone, in India dove la repressione in modo subdolo mette i cristiani sempre più alle strette, poi 
in Cina e in molti altri luoghi. 
I cristiani di questi paesi ci vengono presentati nelle numerose storie degli incontri che l’autore ha avuto 

durante i suoi frequenti viaggi. In seguito esamina e definisce con esattezza il fenomeno “persecuzione” 

e spiega ciò che noi occidentali possiamo imparare dai cristiani perseguitati. Tramite il suo avvincente 

stile letterario, Boyd–MacMillan riesce ad avvicinarci alle sofferenze della Chiesa perseguitata, al punto 

che non possiamo fare altro che rimanere impressionati della potenza di fede e della perseveranza dei 
fratelli perseguitati. 

Per oltre vent’anni Ronald Boyd–MacMillan ha lavorato fra i cristiani perseguitati e ha diretto un ufficio 
stampa che diffondeva esclusivamente notizie sulla persecuzione dei cristiani. Dal 2002 egli collabora 

con Porte Aperte. 

Riassunto del sermone preparato da Ron Boyd Mac–Millan dal titolo: “Ogni cristiano dovrebbe essere 

perseguitato” . Ciò che possiamo imparare dalla “cesta della fede” nella quale l’apostolo Paolo fu calato 

dal muro (Atti 9:19–25). 

1. La cesta di Paolo 
Descrivete come Paolo nel buio fu calato dalla finestra in una cesta: fu angosciante e umiliante. 

a) Notate i cambiamenti enormi nelle circostanze di Paolo a causa della sua conversione. 

• Prima era ricco, potente e aveva molte relazioni sociali. 
• Ora è nel bisogno e deve fuggire. 
b) Cosa comportarono questi cambiamenti in realtà? 

• Paolo comprese che Dio cominciava a usarlo per edificare il Suo Regno e che egli sarebbe diventato 
una fra le persone più influenti della storia. 
• Questo vale anche per gli altri cristiani. Dio riveste il vero potere e la vera influenza con un vestito 
sfilacciato di debolezze e umiliazioni. 
La vita cristiana è accompagnata: 

• da una dipendenza estrema da Dio e da altri; 
• da una sensazione di impotenza; 
• da un futuro incerto, ma avvincente; 
• da persecuzioni! 

2. Da chi è perseguitato Paolo?
a) La vita cristiana cambia il soggetto della nostra lealtà. A causa della conversione non si appartiene più 
al mondo ma al Signore. 

Paolo scoprì che è pericoloso conoscere Dio! 

• Egli fu perseguitato nella città dai leader dei Giudei (Atti 9:23); 
• Egli fu perseguitato fuori della città dai servitori del re dell’Arabia (II Corinzi 11:32). 
b) Perché la gente si impegna a uccidere altri per motivi religiosi, come capitò anche a Paolo? 

Esempio: Zewar Mohammed Ismael (un credente ucciso in Iraq a causa della sua testimonianza) 

La gente lo fa per difendere l’onore di un dio con lo scopo di salvaguardare l’identità personale e culturale. 
Anche chi voleva uccidere Paolo a Damasco lo faceva per il suo dio. 

3. Chi perseguita te?
a) In fondo c’è poca differenza fra la Chiesa dell’Occidente “libera” e quella più perseguitata altrove. 

• Anche noi seguiamo Cristo e il Suo pericoloso Vangelo, come fece la Chiesa primitiva (II Timoteo 3:12). 
• William Barclay dice che tre caratteristiche distinguono i cristiani del Nuovo Testamento: 
• essi sono stranamente felici; 
• sono pieni di un amore irrazionale verso i loro nemici; 
• si trovano sempre in difficoltà. 
• La “persecuzione” nasce semplicemente dal conflitto con la realtà della “trinità empia” costituita dal 
mondo, dalla nostra carne e da satana. 
b) Ci sono sei fonti di persecuzione, di cui almeno una sarà sempre presente. Perciò noi tutti facciamo 
parte della Chiesa perseguitata. Esse sono: 

• dominatori politici; 
• leader ecclesiastici; 
• trafficanti e leader commerciali; 
• la folla o la massa; 
• la famiglia; 
• satana. 
I cristiani sono sempre in difficoltà, individualmente o collettivamente. 
Domanda: “Sto subendo davvero problemi a causa della mia fedeltà a Gesù?” 

4. Chi perseguita la tua chiesa?
La Chiesa del Nuovo Testamento, descritta in Atti cap. 2, sembra l’aspirazione ideale per le chiese di 
oggi: “godendo il favore di tutto il popolo” (Atti 2:46–47). 
Quella chiesa di Atti cap. 2 è una comunità alle prime armi, è una situazione momentanea. Non fu ancora 

perseguitata per due ragioni: 

• I cristiani erano pochi, solo alcune migliaia che non costituivano ancora una vera minaccia. 
• I leader religiosi non si erano ancora resi conto della radicalità del Vangelo predicato dai cristiani. 
Continuando la lettura però vediamo che questi fattori cambiarono e le conseguenze si manifestarono 

ben presto. Pietro e Giovanni furono arrestati, nell’interno della Chiesa nacquero difficoltà con Anania 
e Saffira, e Stefano fu lapidato. In sintesi, la Chiesa del Nuovo Testamento fu perseguitata dal momento 
in cui cominciò a sfidare l’ordine stabilito. Perciò non dobbiamo prendere come modello l’immagine 
idilliaca presentata in Atti cap. 2. Il cristianesimo dovrebbe sempre minacciare l’ordine stabilito. 

5. Ma non vedo nessuna persecuzione nella mia vita!
a) Non sei perseguitato? Cosa significa? 

• Sii riconoscente, ma ricordati che non sarà sempre così. 
• Sii onesto, stai affrontando le “potenze delle tenebre” o no? 
b) Paolo si trovava sempre in difficoltà, non solo perché era cristiano, ma anche a causa della sua predicazione. 
Dobbiamo esaminare la nostra vita e avere la certezza di essere testimoni di Cristo. 

6. La cesta ci insegna le vie di Dio
a) Trovandoci idealmente con Paolo nella “cesta” impariamo che le persecuzioni sono inerenti alla vita 
cristiana. 
b) Rallegrati quando sei perseguitato, perché la persecuzione dimostra che sei vivo in Cristo. 

• Fratello Andrea dice spesso: “Qual è il posto più sicuro sulla terra?” Risposta: “Anche nelle difficoltà 
più dure se sei al centro della volontà di Dio”. 

• Spurgeon disse: “Rallegrati, perché il diavolo non spreca il suo tempo”. 
c) Lo scopo della persecuzione o del trovarsi nella “cesta” è quello di imparare come Dio opera. La 

“cesta” è un’illustrazione del modo in cui il Regno di Dio viene edificato. 

Conclusione: sei disposto a entrare in quella cesta? 

UNA TESTIMONIANZA DALLA CINA 

Il fratello Ning è il responsabile di un gruppo di comunità 
familiari in Cina. I pastori di queste comunità 
sono spesso molto affaccendati nella cura del loro 
gregge, nella preparazione dei sermoni domenicali e 
negli studi biblici, al punto di non avere tempo per 

pensare alla loro edificazione. Perciò il fratello Ning 

ha deciso di organizzare un incontro di formazione 
per loro. Il fratello Lin, un suo buon amico, è abituato 
a tenere corsi come questo e lo aiuterà volentieri. 

Oggi è arrivato il momento. Oltre 90 persone sono 

intervenute. Il fratello Ning osserva il gruppo e nota 

con gioia l’arrivo di tre persone che ha invitato esplicitamente. 
Appartengono a un altro gruppo di comunità, ma abitano lontano dalla città e hanno soltanto 
contatti sporadici con altri credenti. Ciò che il fratello Ning non sa, è che queste tre persone vengono 
sorvegliate dai servizi segreti. A causa del loro arrivo le autorità hanno individuato il luogo di questo 
incontro. 

Durante il secondo giorno del corso, improvvisamente vengono spalancate le porte e ben 70 poliziotti 

irrompono nella sala. Subito si dirigono verso i fratelli Ning e Lin, che sono davanti al gruppo. “Siete in 
arresto perché state tenendo una riunione illegale!” urla il comandante che guida l’irruzione. I poliziotti 
accorrono, ma improvvisamente tutti i presenti si alzano e cominciano a cantare e a pregare. Gli agenti 
non riescono più ad avvicinarsi. “Fate largo!” gridano, ma i pastori non si muovono e si mettono a cantare 
ancora più forte. 
I poliziotti sono in minoranza e non sanno più cosa fare. Cominciano a trattare. “Non arresteremo i fratelli 
Ning e Lin, vogliamo solo parlare con loro. Se dunque tutti voi ve ne andate, parleremo un po’ con Ning e 
Lin”. “Assolutamente no!” rispondono i pastori. “Non ce n’andremo!” Rimangono ai loro posti e intonano 
un salmo. 
Gli agenti non sanno più cosa fare. Hanno avuto l’ordine di non creare disordini. Decidono di telefonare ai 
loro superiori e questi ordinano di aspettare. Le ore passano senza che succeda niente. C’è un solo problema: 
il fratello Lin ha portato con sé dei testi per tutti i partecipanti del corso e non c’è nessuna possibilità di 
nascondere quei libri. E’ ovvio che non sono stati approvati dalle autorità, perciò potrebbero creare molti 
problemi. “Cosa c’è in quelle scatole?” chiede un poliziotto. Nessuno risponde. In qualche modo l’attenzione 
dell’agente viene distratta, perché nessuno bada più alle scatole con i libri. 
L’empasse continua e i pastori diventano più audaci. Tutti i presenti sono predicatori e pastori di comu

nità familiari, tutti sono stati preparati a condividere il Vangelo alla gente. Non vogliono perdere questa 
opportunità di condividere il Vangelo ai poliziotti! Stupito il fratello Ning vede che i suoi collaboratori 

cominciano persino a distribuire libretti fra gli agenti. “E’ uno spreco, questi libri sono preziosi, perché 
fanno questa stupidaggine?” pensa fra sé. 
Ning comincia prudentemente a istruire i suoi collaboratori più stretti sul da farsi nel caso che lui venga 

arrestato. Così il lavoro potrà continuare durante la sua assenza. Chiede anche a qualcuno di prendersi 
cura di suo figlio. L’altra volta il dodicenne è rimasto da solo durante la detenzione di Ning e di sua 
moglie. Poi tutto finisce. Il fratello Lin, l’unico proveniente da fuori distretto, deve recarsi all’ufficio di 
polizia per le formalità del caso, tutto lì. I credenti esultano di gioia, nessuno finirà in carcere e i libri illegali 
non sono stati sequestrati malgrado si trovassero sotto il naso degli agenti. Tutti quanti ringraziano 
Dio, entusiasti per la risposta alle loro preghiere. Dio ha insegnato al fratello Ning anche un’altra lezione 
preziosa: i libri, per cui si era tanto preoccupato, non sono andati sprecati. Almeno quattro poliziotti 
hanno deciso di seguire il Signore Gesù! E tutti quanti hanno potuto portare a casa una Bibbia. 

LA TESTIMONIANZA DI SEMSE AYDIN DELLA TURCHIA 

Semse Aydin è la moglie di Necati Aydin, un pastore assassinato il 18 aprile 2007 nella città di Malatya. 
Qui sotto potete leggere la sua testimonianza. 
Sono cresciuta in una famiglia cristiana ortodossa. La mia famiglia era solo nominalmente cristiana e fino 

all’età di vent’anni non avevo mai letto il Nuovo Testamento, né conosciuto il Signore. Ero in cerca di 
un Dio che mi avrebbe amata, ma tutto nella mia vita mi deludeva. Avevo tanti problemi al punto di non 
trovare più una via d’uscita. Ne parlai con la mia sorella maggiore, l’unica cristiana che conoscevo. Lei 
mi disse che solo il Signore Gesù mi avrebbe potuto aiutare. Allora implorai con tutto il mio cuore l’intervento 
del Signore Gesù, e Lui mi aiutò! Se non l’avesse fatto avrei perso il senno o persino la vita. 

Benché mi avesse aiutata, non credevo ancora di potermi fidare di Lui. Ma come segno di gratitudine 

cominciai a leggere il Nuovo Testamento, pensando che quello fosse il minimo che potevo fare dopo che 
il Signore Gesù mi aveva liberata dalla mia depressione. Tramite due versetti mi dimostrò di amarmi: 
“Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio 
di morire; Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo 
ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:7–8). 

Andai in cerca di qualcuno che potesse aiutarmi, ma non c’era nessuno al di fuori del Signore Gesù. Più 
leggevo il Nuovo testamento e più cominciavo ad amarLo. Perciò Gli ho dato tutta la mia vita. Devo 
tutto a Lui, per ogni cosa nella mia vita! Lo amo al punto di voler condividere volentieri il mio amore 
con gli altri. Un giorno ebbi l’opportunità di farlo con Necati. 
Necati salì sul pullman sul quale stavo viaggiando. Essendo un musulmano radicale preferì non occupare 
il posto libero accanto al mio perché ero una donna. Non c’era però nessun altro posto libero, perciò 
infine si accomodò lì. Stavo leggendo le annotazioni che avevo fatto durante la mia meditazione mattutina. 
Necati guardò ciò che stavo leggendo e chiese: “Tu sei una di quelle missionarie, vero?” Risposi: 

“Non lo è chiunque crede veramente? Tu non sei un missionario islamico?” Volendo provare di essere 
un buon musulmano, ammise che era proprio così. 

Dopo questo incontro ebbi regolarmente la possibilità di parlare del Signore Gesù con Necati. Lui cominciò 
a comprendere che Gesù Cristo è davvero il Figlio di Dio e l’unica via alla liberazione dei peccati. 
Più lo comprendeva e più si distanziava dall’islam. Decise di seguire Gesù Cristo e una grande gioia 

gli riempì il cuore. Ogni giorno imparava cose nuove dalla Parola di Dio. 
A causa della sua conversione, Necati ebbe molte difficoltà con la sua famiglia. Scrisse una lettera nel 

tentativo di ristabilire i buoni rapporti, ma quando compresero che non sarebbe tornato all’islam, la sua 
famiglia gli voltò le spalle. Poco tempo dopo decidemmo di sposarci e per questo la sua famiglia si ar

rabbiò ancora di più. Necati cominciò a dubitare e si isolò; in quel periodo pregai molto per lui e, grazie a 
Dio, le mie preghiere furono esaudite. Ci sposammo e decidemmo di trasferirci a Malatya, perché Necati 
si sentì chiamato a testimoniare Cristo in un luogo dove la testimonianza cristiana era scarsa. 

A Malatya Dio ha fatto grandi cose in breve tempo per edificare la chiesa. Vidi convertirsi più persone di 

quante ne avevo viste nei miei primi diciotto anni con Cristo. In Turchia è già un grande miracolo veder 
convertire una sola persona in tre anni. Necati cresceva velocemente nella sua fede. Faceva il pastore ed 
era coinvolto anche in molte attività cristiane. Fra l’altro impartiva il corso “Alfa”, che era frequentato 
anche da due di coloro che poi lo avrebbero ucciso. Necati amava quelle persone, cercava di spiegare 

loro il Vangelo e di condurli a Gesù Cristo. 
I miei figli ed io abbiamo perso una persona molto preziosa. Il nostro futuro con Necati ci è stato rubato. 

Se non avessimo amato il Signore Gesù, non avremmo potuto sopportarlo. Sia la famiglia di Necati che 
la mia ci hanno rigettati. Ora voi dunque costituite l’unica famiglia che ci è rimasta. In questo periodo 

difficile abbiamo molto bisogno di voi. Ogni giorno che devo andare avanti senza Necati è una croce che 
devo portare. Volete aiutarmi a portare questa croce? 

PROPOSTA PER LA COLLETTA – PROGETTO FORMAZIONE MONITORI 

La Cina è un paese molto complesso con tanti contrasti. Le grandi città godono di una discreta libertà 
religiosa, mentre in molte zone rurali, e soprattutto in certe province, la persecuzione continua senza 
tregua. Ogni anno vengono arrestati ancora molti cristiani. Fortunatamente gran parte di loro viene rilasciata 
entro pochi giorni. In alcune regioni le comunità familiari non registrate vengono tollerate, in altre 
zone sono ancora fortemente vessate. 

La maggioranza dei cristiani rifiuta di frequentare le chiese riconosciute dallo Stato, perché convinte che 

solo Cristo è il Capo della Chiesa e non il partito comunista. L’evangelizzazione al di fuori delle mura 
delle chiese è proibita. Non esiste una legge nazionale che vieti esplicitamente l’insegnamento religioso 
ai minorenni, ma la legislazione provinciale proibisce il battesimo dei minorenni e limita il lavoro fra i 
bambini, al punto che i monitori e le monitrici di scuole domenicali corrono il rischio di essere arrestati, 

multati o condannati fino a tre anni di carcere. 
Molti adolescenti e giovani lasciano le zone rurali per cercare fortuna in città, dove sono esposti al materialismo. 
Le tentazioni della città sono grandi e mettono sotto pressione la loro fede. Per salvaguardare 

gli adolescenti da queste tentazioni è importante dare loro un solido fondamento cristiano. Questo è 

possibile soltanto se i monitori si sintonizzano con i bisogni dei bambini e con il loro mondo. 
Per renderlo possibile, Porte Aperte organizza vari corsi destinati specialmente a coloro che lavorano 

fra i bambini. Così questi insegnanti, spesso ancora giovani, possono essere ben preparati per svolgere 

il loro importante compito. 

Volete aiutarci anche voi a formare coloro che lavorano fra i bambini? 

Orientativamente per formare un monitore ci vogliono circa 55 Euro. Potete versare la somma della 

colletta sul nostro CCP 11439379, menzionando come causale: “Formazione per monitori di scuole 

domenicali”. 

INDIRIZZI A CUI SI PUÒ SCRIVERE 

Quando spedite una lettera o una cartolina: 

• Tenete presente che la vostra posta sarà letta dalla censura 
• Non scrivete nulla che possa essere considerato offensivo dalle autorità 
• Fate sapere al destinatario che state pregando per lui (o lei) 
• Spedite la vostra lettera o cartolina in una busta chiusa correttamente affrancata 
• Scrivete l’indirizzo solo sulla busta e non sulla cartolina o nella lettera 

• Scrivete poche parole condite con sale! 
• Evitate la parola “islam” 
• Come mittente menzionate solo il vostro nome e la vostra nazione 
• Non menzionate il vostro indirizzo completo, né il vostro indirizzo e–mail 
• Pregate che la vostra posta giunga a destinazione 
• Non mandate soldi e non offrite aiuto 
Importante! Non menzionate mai il NOME o l’INDIRIZZO di PORTE APERTE! 
Porte Aperte non è in grado di tradurre le vostre lettere. 

TURCHIA – Lingua da usare: preferibilmente l’inglese o il tedesco 
Il 18 aprile 2007 il pastore Necati Aydin (36 anni), Tilmann Geske (46 anni) e Ugur Yuksel (32 anni) 
sono stati torturati e assassinati nell’ufficio di una casa editrice cristiana a Malatya, Turchia. Gli uomini 
sono stati uccisi a coltellate. I cinque sospetti sono tutti musulmani e hanno detto che i tre cristiani 
stavano “attaccando l’islam”. 
Family of Geske Susanne Geske è la vedova di Tilmann Geske. Susanne è ri-
Turgut Ozal Mahallesi masta in Turchia, insieme con il figlio Lukas (10 anni) e le figlie 
1. Cadde Michel (13 anni) e Miriam (8 anni). La comunità si incontra ogni 
Berda sitesi D Blok D. 3 settimana a casa loro. La famiglia si affida al conforto e alla pro-
Malatya 44090 tezione di Dio, pur attraversando un periodo difficile di lutto. La 
TURCHIA famiglia tedesca, perciò, se avete una Bibbia tedesca, usate versetti 
di consolazione in tedesco. 
Mrs. Semse Aydin Semse Aydin ha un figlio Elisha (7 anni) e una figlia Esther (6 
Elisha & Esther Aydin anni). Semse e i suoi figli sono stati costretti a trasferirsi da Ma-
Sakip Sabanci Cad. latya su richiesta del loro padrone di casa perché i vicini erano 
C–32 Blok, Daire 27 innervositi dalla loro presenza, probabilmente a causa dell’assas-
Yahya Kaptan Mahallesi sinio di Necati. Ora abitano vicino alla sorella e al fratello di Sem-
Izmit, Kocaeli se a Izmit, una città nella parte occidentale della Turchia, dove 
TURCHIA frequentano anche una comunità. 

PAGINA PER I BAMBINI 

Storia 

La maestra Wang è molto arrabbiata con Tan–Qi. Già tre volte l’ha avvertita di non frequentare più la 
scuola domenicale. Quegli agitatori! Parlano sempre di un certo Gesù che li avrebbe salvati. Provocano 

solo guai! Fortunatamente anche il governo capisce il problema e ha vietato l’insegnamento religioso ai 
bambini cinesi. 
Tuttavia la maestra ha ancora un problema. Tan–Qi è una ragazza molto tranquilla e carina, sempre di-
sposta a dare una mano e inoltre fra i più bravi della classe. Purtroppo è disubbidiente in una sola cosa: 

continua a frequentare la scuola domenicale. Andando avanti così correrà il rischio di essere espulsa 
dalla scuola. Forse ci ripenserà dopo aver avuto una bella punizione. La maestra Wang prende la canna 
dalla sua scrivania e bastona con forza le mani di Tan–Qi. Spera che questa punizione serva! 
Qualche giorno dopo Tan–Qi guarda dalla finestra per vedere se sta già arrivando la sua amica Ming che 
passa ogni domenica per accompagnarla alla scuola domenicale. Le mani di Tan–Qi sono state fasciate e 
fanno ancora molto male a causa delle bastonate che quella settimana ha subito dalla maestra Wang. Malgrado 
il dolore però non rinuncia alla scuola domenicale. Le storie raccontate dalla signora Zhang sono 

troppo belle. Tan–Qi gode davvero quando la ascolta raccontare le storie di Giuseppe, Sansone e Giona. 
Ecco Ming! Tan–Qi si alza di scatto ed esce di corsa. “Ciao”, dice in fretta e chiude velocemente la porta 

dietro di sé. Insieme si recano a casa della signora Zhang. Come sempre iniziano a cantare: “Gesù è il 

Buon Pastore”, “Gesù è dappertutto...” Poi Li distribuisce i libretti e nel frattempo Ming racconta ciò 
che è successo a Tan–Qi, che prova un po’ di imbarazzo per tutta l’attenzione che attira. Meno male che 

la signora Zhang comincia a raccontare. 
Ad un tratto sussultano. La vicina di casa entra per avvisare che la polizia sta arrivando. In fretta i bambini 
cercano di nascondere i loro libretti, ma è già troppo tardi. Un poliziotto entra. “Signora Zhang”, 
dice, “non è la prima volta che siamo qua, vero?” Ad un tratto compare nella stanza anche la maestra di 

Tan–Qi. Trova uno dei libretti e lo sfoglia. Nel frattempo il poliziotto chiede: “Cosa state facendo qua?” 
“Faccio doposcuola ai bambini”, risponde la signora Zhang. La maestra si arrabbia e dice: “Ma io non 
insegno loro queste frottole!” “Allora l’unico rimedio è portare i bambini all’ufficio di polizia”, dice 
l’agente in tono severo. “Ma no! Portate me e non i bambini! Lasciateli in pace!” supplica la signora 

Zhang. I poliziotti però portano via tutti i bambini. 

Tan–Qi si trova rinchiusa in una stanzetta e si sente molto sola. Ad un tratto le viene in mente quello che 

hanno cantato nel pomeriggio. Lo ripete sottovoce: “Gesù è il Buon Pastore...” Ad un tratto la porta si 

apre. “Vieni”, dice l’agente in tono severo, “e non dire niente!” Tan–Qi viene condotta in una stanza più 

grande con una tavola e alcune sedie. Fortunatamente entrano anche gli altri bambini e viene ordinato 
loro di scrivere un compito per punizione. Il poliziotto ordina di scrivere cento volte: “Non credo in 

Gesù Cristo”. “Ma non è vero”, pensa Tan–Qi, “io ci credo nel Signore Gesù”. 

Poi entra la madre di Han. Han si alza di scatto e corre verso la mamma. Il poliziotto le dice: “Puoi porta

re a casa tuo figlio se dichiari di non essere cristiana”. La madre di Han esita un po’, poi dice: “Non sono 

cristiana”. Tutti i bambini rimangono perplessi, anche Han. Poi lui e sua madre si girano e lasciano l’uf

ficio di polizia. L’agente si volta verso i bambini e sogghigna. Ecco la madre di Mei–Li. Il poliziotto le 

fa la stessa domanda e anche lei risponde: “Non sono cristiana”. Entra il padre di Yin e anche lui dice di 

non credere in Gesù, e così anche la madre di Su e il padre di Pak. Tutti dicono di non essere cristiani. 
Tan–Qi e Ming rimangono ultime e sono molto confuse. Come mai tutti quei genitori hanno potuto 
dire di non credere nel Signore Gesù? E poi, come finirà Ming? I suoi genitori sono partiti per far visita 
a sua nonna. “Per fortuna, arriva la mamma”, pensa Tan–Qi. Il poliziotto le si mette davanti e dice in 
tono severo: “Dichiara di non credere in Gesù e puoi portare a casa tua figlia”. “Può venire anche Ming 
con noi?” chiede Tan–Qi. “Non potrai fare niente se prima non dici di non credere in quel Gesù!” dice 

l’agente in tono burbero. 

Tan–Qi guarda la mamma e vede che sta piangendo. “Allora i bambini dovranno rimanere qua”, dice 

la madre, “perché io amo il Signore Gesù e credo in Lui”. Ad un tratto l’altro poliziotto urla: “Guarda 
cosa hanno scritto i bambini!” Spinge un foglio di carta sotto il naso del suo collega. “Io amo il Signore 

Gesù”, c’è scritto in una bella calligrafia. “Vattene!” dice il poliziotto in tono severo, “e porta via i tuoi 

bambini!” 

Spaventate ma arcifelici Ming, Tan–Qi e sua madre escono. Giunte a casa si inginocchiano tutte e tre 

per ringraziare il Signore Gesù, perché tutti i bambini sono stati rilasciati. Inoltre pregano per loro e per 
i loro genitori. 

Pregare creativamente

Obiettivo: insegnare ai bambini a coinvolgersi nella Chiesa perseguitata tramite la preghiera. Insegnare 
loro che la preghiera può cambiare davvero le situazioni e incoraggiarli a pregare in gruppo. 
Descrizione: Confezionate un pacchetto per i bambini, per esempio con dei bei segnalibri o delle cartoline 
illustrate, in numero uguale al numero dei bambini partecipanti. Incartate il pacchetto e incollate poi 
un soggetto di preghiera sul pacchetto. Incartate di nuovo il pacchetto e attaccateci un altro soggetto di 

preghiera. Continuate così finché non siano state incollate tutte le richieste di preghiera. Infine incartate 

il pacchetto nuovamente. Disponete il gruppo in cerchio. Fate sentire una musica mentre il pacchetto 

passa di mano fra i bambini. Fermate la musica; in quel momento anche il pacchetto si ferma. Il bambino 

che lo ha fra le mani può aprirlo togliendo un solo foglio di carta. Poi inizia a pregare per il soggetto 

che appare. Così si va avanti finché si è pregato per tutti i soggetti. Infine esce il regalino, su cui si può 

scrivere qualcosa per la Chiesa perseguitata. 
Le regole del gioco: Tutti i bambini pregano insieme al bambino che lo fa ad alta voce. Se qualcuno al 

fermarsi della musica riceve il pacchetto per la seconda volta, lo passa al bambino a fianco. Così tutti 
potranno pregare a turno. Per i più piccoli si possono usare figurine che rappresentano le situazioni per 

cui pregare. Per i più grandi si possono usare soggetti di preghiera scritti. 
Per il monitore o la monitrice: Stimola i bambini a pregare e spiega che cosa possono chiedere. Alcuni 
bambini pregheranno spontaneamente ad alta voce in gruppo, altri non se la sentiranno o non saranno 
abituati. Tenetelo presente! Non costringeteli, ma stimolateli a pregare ad alta voce. 
Incoraggiate i bambini a continuare a pregare per la Chiesa perseguitata. 

Soggetti di preghiera

• Pregate 
per le Bibbie destinate ai bambini cinesi. Quest’anno Porte Aperte prevede di distribuire oltre 
70.000 Bibbie per bambini in Cina. Pregate per la buona riuscita di questo progetto. Pregate per i soldi 
necessari. Pregate affinché le Bibbie arrivino nelle mani giuste. 
• Pregate 
per le scuole domenicali in Cina. Il governo cinese le vieta, perciò i monitori e le monitrici 
corrono grossi rischi. Pregate affinché siano coraggiosi e che il Signore Gesù li protegga. 
10 

• Pregate 
per i bambini cinesi. Molti bambini in Cina imparano già in tenera età a conoscere il Signore 
Gesù. Diventati adulti diventano spesso pastori e pilastri della Chiesa. Pregate affinché sappiano che non 
sono stati dimenticati. Pregate affinché rimangano fermi nella loro fede in Gesù. 
Scrivere cartoline e fare disegni

Obiettivo: Insegnare ai bambini che possono incoraggiare altri scrivendo cartoline o facendo disegni. 

ULTIME NOTIZIE 

Caro lettore, 
tante grazie del tuo interesse per i nostri fratelli perseguitati. Siamo felicissimi dell’interesse crescente 
verso le nostre attività. La Domenica di preghiera per la Chiesa sofferente viene organizzata in molte 
chiese. In questa lettera leggerete le ultime notizie sui cristiani perseguitati. 
Che Dio benedica la preparazione del vostro incontro! 

Rilasciato il pastore battista Zaur BalaevAzerbaigian 
– Il pastore battista Zaur Balaev è stato amnistiato e rilasciato. Lo riferisce l’agenzia stampa 
norvegese Forum 18. L’8 agosto dell’anno scorso il pastore battista era stato condannato a due anni 

di carcere con l’assurda accusa “di aver maltrattato i funzionari della polizia”. 

Insieme ad altri 57 prigionieri azeri, Balaev ha beneficiato dell’amnistia del presidente in onore della 
festa nazionale della primavera. “Abbiamo vinto”, ha detto Balaev a Forum 18 alcune ore dopo il suo ri

lascio. “E’ una gioia essere libero”. Anche la chiesa battista locale della città di Aliabad è molto contenta 

del rilascio del suo pastore. Ilya Zenchenko, capo dell’Unione Battista Azera, ha dichiarato a Forum 18: 

“Ringraziamo Dio e tutti coloro che si sono interessati alla sorte di Balaev. Però rimane ancora molto da 
fare per la libertà religiosa nel nostro paese”. 
Durante gli ultimi quindici anni i battisti di Aliabad hanno subito irruzioni della polizia, minacce, di

struzione delle loro proprietà, licenziamenti e discriminazioni. Ad alcuni bambini è stato rifiutato il 
certificato di nascita perché i loro genitori avevano scelto un nome cristiano. Senza questo certificato un 
bambino non può frequentare una scuola o essere ricoverato in ospedale. (Forum 18) 

Gli imputati di Malatya si discolpano

Turchia 
– Durante la sessione processuale del 14 aprile, i tre sospetti del massacro di Malatya hanno 
incolpato il loro leader Emre Gunaydin di essere l’autore dell’assassinio selvaggio dei tre collaboratori 
della libreria cristiana di Malatya. Un altro testimone aveva incolpato Gunaydin già a gennaio. 

Le tre vittime sono state uccise ad aprile dell’anno scorso. Dopo prolungate torture è stata tagliata loro 

la gola. Secondo le dichiarazioni degli imputati, è stato Gunaydin a eseguire personalmente le torture e 

in seguito a uccidere i cristiani. I quattro imputati sarebbero stati ingannati, perché a loro dire dovevano 
“soltanto impaurire” i cristiani, hanno ammesso di aver legato le vittime, ma hanno aggiunto di aver 

cercato di fermare Gunaydin. 

L’accusa mette in dubbio l’imparzialità dei giudici coinvolti. La sua richiesta di sostituire i giudici popolari 
è stata respinta dalla Corte. L’accusa ricorrerà in appello contro questa decisione, in questo modo 

molto probabilmente le prossime udienze saranno rimandate. (Compass Direct) 

Arrestato libraio cinese 

Cina 
– Il 19 marzo è stato arrestato il libraio cristiano Shi Weihan (37 anni), che gestisce una libreria 
nelle vicinanze del villaggio olimpico a Pechino. Era già stato arrestato un’altra volta il 28 novembre 
2007, ma rilasciato il 4 gennaio 2008. Shi viene accusato di aver venduto Bibbie e libri cristiani senza 

autorizzazione. 

11

Il 23 aprile il suo avvocato l’ha potuto visitare per la prima volta, e ha detto che ora Shi viene considerato 
“un pericoloso elemento religioso”. “Durante il colloquio Shi è stato ripetutamente interrotto dai 

guardiani presenti. Mi ha potuto riferire di essere stato interrogato innanzi tutto per i suoi contatti con 
gli stranieri, soprattutto americani”, ha riferito l’avvocato. Shi aveva un brutto aspetto; soffre di diabete 

e non riceve cure mediche adeguate. 

Ray Sharpe, un buon amico di Shi, teme che le autorità lo bersaglino soprattutto per le sue attività come 
agente di viaggi. “Suppongo che dubitino del patriottismo di Shi. Vuol dire che non lo conoscono bene. 

Anzi, Shi ha molto successo come agente di viaggi perché riesce a far innamorare della Cina gli stranieri. 
Desidera che i turisti capiscano la cultura e la storia cinesi, e quanto il paese possa essere orgoglioso 
di ciò che è stato raggiunto. Inoltre Shi ha promosso i Giochi Olimpici e non ama che gli stranieri critichino 
la Cina. Secondo lui, questa critica è dovuta alla loro ignoranza sui progressi già raggiunti”. 
Secondo Sharpe, Shi non è affatto contro il governo. “E’ una persona che ripugna i cristiani che abusano 
della loro fede per ribellarsi contro il governo. Secondo Shi, i cristiani devono essere i cittadini migliori 
in qualsiasi paese vivano. Insegna agli altri cristiani ad amare il loro paese, a pregare per il governo e a 

ubbidire alle autorità”. (Compass Direct) 

Stuprata la figlia di un pastore in Bangladesh

Bangladesh 
– Eline, la figlia tredicenne del pastore Motilal Das è stata brutalmente stuprata nel suo 

villaggio Laksimpur da cinque compaesani islamici. Gli uomini l’hanno sequestrata la notte fra l’uno e 
il due maggio, mentre stava andando in giardino. Alcune ore dopo Eline è stata ritrovata priva di sensi 
davanti alla sua casa. Das è convinto che questo stupro di gruppo sia stato provocato dalla rabbia contro 
il suo lavoro evangelistico. 
Ci ha dichiarato: “Alcuni compaesani sono infuriati a causa delle mie attività evangelistiche e del mio 

ruolo nella Chiesa. Non ho mai prestato molta attenzione alle minacce. Vedendo che le minacce non 

sortivano l’effetto desiderato, hanno cercato di impaurirmi e di coprirmi di vergogna affinché non osassi 
più comparire in pubblico”. Nel 1986 il fratello Das fu il primo a convertirsi a Cristo nel Bangladesh settentrionale 
e ha un ruolo importante nella crescita della comunità cristiana che ora conta 250 membri. 
“Secondo me questo stupro di gruppo è stato pianificato con l’obiettivo di arrestare l’espansione della 

comunità cristiana nel Bangladesh settentrionale”, ha detto Das. “Altrimenti, perché avrebbero vio

lentato mia figlia?” Nel frattempo Das ha denunciato il crimine. “Non è stato facile. La polizia non ha 

preso sul serio la nostra storia e mi ha accusato di fare una denuncia falsa. Siamo stati aiutati solo dopo 
l’intervento di qualcuno più autorevole che ha ordinato alla polizia di indagare”. 

I musulmani locali hanno reagito con molta indignazione a questo vile abuso. Un compaesano 42enne 

ha detto: “Das è un brav’uomo. Non aveva contese con nessuno nel villaggio”. 

Eline ha già identificato due dei cinque uomini con l’aiuto di foto segnaletiche. Come risultato della sua 
testimonianza, la polizia ha arrestato due uomini di 22 e di 32 anni. Si sta ancora indagando sugli altri 
tre. Nel frattempo la famiglia Das si è trasferito per paura di altre violenze. (Compass Direct) 

Rilasciato pastore indonesiano

Indonesia 
– Il 27 aprile il pastore indonesiano Abraham Bentar è stato rilasciato dopo aver scontato i due 
terzi della sua pena. Il 7 marzo 2006 il fratello Bentar fu aggredito da un gruppo di musulmani e in seguito 
arrestato dalla polizia. Il tribunale lo condannò perché avrebbe “calunniato il profeta Maometto”. 
La moglie di Abraham Bentar dice di aver ricevuto oltre 10.000 lettere e cartoline da cristiani di tutto 
il mondo, che hanno fatto sapere alla famiglia che pregavano per loro. Questa posta li ha incoraggiati 

moltissimo.
Annunci

ottobre 23, 2008 - Posted by | Periodi di Preghiera, PREGHIERA, Preghiere Intercessione

1 commento »

  1. FIRENZE – L’ufficio nazionale dei Gbu (Gruppi biblici universitari) di Firenze informa che venerdì 7 novembre è il World Student Day 2008, giorno in cui gruppi di studenti evangelici di molti paesi si ritroveranno per pregare.

    Le riunioni del 7 novembre vedranno i circa cinquecentomila aderenti ai gruppi biblici universitari, disseminati negli atenei di centocinquantadue nazioni, uniti in preghiera dalle medesime motivazioni: l’attuale situazione mondiale, lo sviluppo del numero dei gruppi e del loro lavoro nell’ambito delle proprie nazioni e in quello internazionale.

    I Gbu nascono in Italia nel 1950 col dichiarato intento di condividere il vangelo da studente a studente e sono il ramo italiano della Ifes (International fellowship of evangelical students), movimento che opera nelle università con lo scopo di suscitare e approfondire su basi bibliche la conoscenza della fede cristiana. [gp]

    Per informazioni: tel. 055/417979; e-mail: ufficio@gbuitalia.org
    Il sito: http://www.gbuitalia.org

    Commento di ioprego | ottobre 27, 2008 | Rispondi


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: